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Enjoy Sahara

Aggiornato il: mag 20

Ciao a tutte!

Sono Agnese, nata in una famiglia dove educazione e regole erano le parole d'ordine anche se l'amore non è mai mancato. I sogni da bambina erano chiari e strampalati per la società in cui mi trovavo, dicevo che da grande volevo entrare in medici senza frontiere o fare l'inviata di guerra. Crescendo mi sono sentita fuori posto e diversa, così questi sogni mi hanno abbandonata. Non ho mai dato problemi e finita la scuola mi sono sentita persa, non sapevo che strada intraprendere e la vita in pochi anni mi ha messo davanti a 3 lutti difficili da metabolizzare e la separazione dei miei genitori del tutto inaspettata. Ho avuto bisogno di farmi aiutare con un percorso di psicoterapia, si sa quando la mente non è in pace il corpo manda segnali e il mio ha deciso di ribellarsi presentandomi il conto: una malattia rara autoimmune che ora è con me. È stata difficile da diagnosticare, ma meno male è stata presa in tempo e dopo due operazioni adesso ci convivo abbastanza bene. Mi sono rialzata ma i pezzettini del mio puzzle erano ancora tutti sparsi. Poi la svolta... È arrivato in maniera del tutto casuale il primo viaggio in Marocco. In quel viaggio, chilometro dopo chilometro, attraversando incredibili paesaggi in continuo mutamento mi sono perdonata, mi sono riscoperta e sono rinata. Ho così rimesso i pezzettini del mio puzzle al loro posto. Mi sono accettata per quello che sono, sto imparando ad amare le mie diversità e ho riscoperto i sogni di quando ero bambina. Da allora è cominciato il vero cambiamento che adesso piano piano sta prendendo forma. In Marocco esce la mia essenza, la migliore versione di me stessa, ho sentito un senso di appartenenza e di essere al posto giusto. Mi sono subito sentita simile, accettata e in profonda connessione con il popolo berbero. Sono entrata nella loro quotidianità in punta di piedi e piena di curiosità. Sono venuta qui tante volte per diversi anni e adesso da più di 5 mesi vivo con un gruppo di ragazzi berberi, nel villaggio di Merzouga, alle porte del deserto del Sahara. Con uno di loro poco prima del covid avevamo cominciato ad organizzare viaggi poi c'è stato il blocco e tutti si è fermato. Ho deciso allora di cominciare una collaborazione con alcune donne del villaggio e abbiamo creato una piccolissima collezione di 3 prodotti berberi che poi porterò in Italia. L'idea è quella di portare un assaggio di questo bellissimo popolo, abbattere i pregiudizi che spesso ci sono nei loro confronti, fare conoscere le loro tradizioni e creare un prodotto fatto dalle donne per le donne.

I berberi sono il popolo autoctono che abitava il Marocco prima dell'arrivo degli arabi quindi hanno tradizioni e usanze un po' diverse. Gli abitanti di Merzouga sono tutti berberi, fino a meno di 30 anni fa erano nomadi del deserto, vivevano allevando bestiame e si spostavano periodicamente. È un popolo molto riservato, accogliente ed estremamente generoso. C'è una separazione netta fra il ruolo dell'uomo e quello della donna, ma non parlerei di maschilismo anzi. La donna è la colonna portante della famiglia e quella che prende le decisioni all'interno del nucleo famigliare. Uomini e donne se non sono della stessa famiglia stanno separati ed è per questo che spesso per una persona straniera è difficile entrare in contatto con la parte femminile. Io sono l'unica donna in un gruppo di uomini e hanno una delicatezza, un rispetto verso di me fuori dal comune. Si preoccupano sempre che abbia acqua potabile, che mangi abbastanza, che la mia famiglia stia bene e si accorgono immediatamente se ho qualcosa che non va, ancora rimango stupita di come facciano, riescono a leggerti dentro senza bisogno di dire niente. Una volta che entri a fare parte della famiglia sei dentro, a volte si discute, sono caparbi, ma sai che avrai sempre un posto dove tornare e una mano pronta ad accoglierti. Qui ho imparato che le cose materiali di cui abbiamo bisogno sono davvero poche, ho imparato a condividere, ho imparato che conviene sempre fare del bene, che ti torna indietro in altri modi ed è la miglior risposta a un torto. Qui finalmente posso essere me stessa, i lati del mio carattere che tenevo un po' nascosti perché mi facevano sentire in difetto sono proprio quelli che vengono maggiormente apprezzati. Adesso i confini fra Marocco e Italia sono chiusi, sono rimasta felicemente bloccata qui, ho ancora tanti progetti da portare avanti e quando sarà possibile, se vorrete, sarò felice di accogliervi. Articolo scritto da Agnese

Profilo instagram: enjoysahara_tours

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