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La Colombia che non ti aspetti!

Parlando di Colombia. Quanti di voi hanno pensato subito ad un paese pericoloso? Ad un paese famoso solo per il narcotraffico? Quanti l’hanno collegata al famigerato Pablo Escobar? Quanti si sono chiesti: “Ma con tutti i paesi, proprio la Colombia?”

Noi (Sara e Carlo, coppia innamorata e viaggiatori incalliti dal 2014) abbiamo deciso di sfatare questi miti e qualche mese fa, in un noioso sabato di fine Giugno, acquistiamo il biglietto tanto atteso. Direzione: Bogotà!! Erano le 21 di quel sabato sera e noi avevamo in mano, o meglio nel telefono, i biglietti che ci avrebbero portato a scoprire uno dei posti più affascinanti mai visti prima. ...i giorni passavano lenti, ma la voglia di partire era tanta. La mente era già li... Case coloniali, mare cristallino, vegetazione rigogliosa e selvaggia, sabbia bianchissima, città colorate. CI SIAMO. Da qui inizia il nostro fantastico viaggio “on the road” Per questioni di tempo ci siamo dedicati alla zona costiera. Queste sono le nostre tappe: Bogotà, Cartagena de Indias, San Andres, Santa Marta.

BOGOTA’ È situata al centro della Colombia nella cordigliera orientale delle Ande. Capitale dello stato e con i suoi 2640 metri sopra il livello del mare è la terza capitale Sudamericana per altitudine dopo La Paz e Quito. Il clima a Bogotà si aggira intorno ai 15-18 gradi. Fino a quel giorno abbiamo sempre pensato alla Colombia come paese tropicale e non ci è passato per la testa neanche un secondo che nell’entroterra, e soprattutto a quell’altitudine potesse fare cosi freddo. Quindi immaginatevi un viaggio in pieno agosto... partiamo con jeans e t-shirt. Dentro lo zaino avevamo solo costumi, shorts ed infradito. Quello che ci ha salvato è stata la preziosa felpa che ogni volta ci portiamo dietro.. “Non si sa mai che possa servire”. Atterrati a Bogotà notiamo che tutti i passeggeri del volo cominciano ad indossare piumini e berretti. La signora che ci siede vicino si raccomanda di coprirsi perché fa freddo. Non aveva tutti i torti: ci accolgono ben 14 gradi!! Dopo aver cercato di dormire qualche ora e dopo aver fatto una squisita colazione a base di frutta esotica e riso, il taxista dell’hotel ci accompagnò a visitare il quartiere della Candelaria (quartiere famoso per il museo dell’oro, il museo di Botero e gli svariati murales che colorano i muri della città) e poi ai piedi del famoso Montserrate! Dopo aver atteso più o meno 40 minuti, prendiamo la funicolare che ci accompagna fino in cima: eravamo lì, noi 2 a ben 3150 metri di altezza. Che spettacolo!


CARTAGENA DE INDIAS Dopo qualche giorno passato nella capitale, prendiamo un volo interno che ci porta lungo la costa. È la volta di Cartagena de Indias, la nostra seconda meta. Usciti dall’aeroporto ci accolse il vero e proprio clima caraibico: sole e tanta tanta umidità. CARTAGENA fu fondata nel 1533 da Pedro de Heredia ed è la più bella città coloniale della Colombia, ed in assoluto una delle città più belle del Sud America. La città di Cartagena, anche oggi, vanta un città muraria di ben 13 chilometri dichiarata Patrimonio Mondiale dell’umanità dall’UNESCO. In questa città non manca niente: una deliziosa cucina, un Patrimonio storico culturale e una frizzante vita notturna. E per chi vuole fare anche una tappa al mare, ci si può recare a la Isla de Rosario, Isla Grande o la Isla Barù. Quella che ci è piaciuta di più è stata Playa Blanca (a la Isla Barù).. Forse un po’ troppo turistica, ma resta comunque una bella meta. Durante questa escursione ci siamo proprio trattati da signori..solo per un giorno! Abbiamo pagato il nostro taxista di fiducia che ci ha accompagnati fino alla spiaggia (dico di fiducia perché durante la nostra sosta a Cartagena ci ha praticamente portato ovunque e ci ha raccontato la storia della città).. ci siamo sistemati su due lettini fronte spiaggia. Cervecaz, riso, pesce, sole e mare. Che sogno!!

SAN ANDRES Terza tappa del nostro viaggio: un’isola a circa 250 km ad est del Nicaragua e a 750 km circa a nord della Colombia. La famosa San Andres. Per l’ingresso è obbligatorio pagare una tassa turistica di 117.000 COP (circa 25 euro). Questa è veramente la classica isola Caraibica che potrete ammirare su tutti i depliant di viaggi: sabbia bianca e finissima, palme ovunque, un mare che ti lascia letteralmente senza fiato. E non per altro è soprannominata La Isla con El mar de siete colores. San Andres è un’isola ricca di cultura. La musica raggaeton riempie l’aria e si fonde con le note della salsa. Gli abitanti amano decorare le loro case e gli svariati locali sulla spiaggia, spesso dipinti con colori sgargianti che ricordano un po’ la Giamaica. La nostra sistemazione in hotel era un Hostel a due passi dal mare, e che mare. La signora che ci accolse ci fece subito sentire a casa. La mattina ci preparava una squisita colazione a base di toast, burro, marmellata, uova strapazzati e succhi di frutta. Dopo qualche chiacchierata e qualche consiglio sulle zone da visitare, ci dedichiamo a perlustrare l’isola. San Andres è veramente affascinante. La sera, dopo essere tornati nell’ostello, parcheggiamo davanti alla porta d’ingresso lo scooter noleggiato la mattina... la luce della veranda era spenta, c’era un buio pesto. Quindi prendo la torcia dentro la borsa e nel momento in cui l’accendo, rimaniamo entrambi senza parole. Il giardino era pieno zeppo di enormi granchi. Ce n’erano tantissimi e non ci eravamo resi conto che erano ovunque, addirittura ne avevamo alcuni vicinissimi ai piedi.

Le giornate passavano lente. In totale relax, proprio quello di cui avevamo bisogno. Qualche caipiroska sulla spiaggia, svariati pranzi con i tipici piatti unici a base di riso, riso e cocco, pesce fritto o grigliato, pollo, verdure.. L’escursione sicuramente da non perdere è a Johnny Cay e Cayo Acuario. Al nostro arrivo quello che ci aspetta è la classica isola deserta piena di palme verdissime e il mare che la circonda è di un blu mai visto prima. Le tonalità di blu sono veramente 7!! Al centro della piccola isola ci sono delle simpatiche iguane che passeggiano tra le palme. Dopo qualche ora passata a Johnny Cay, ci dirigiamo verso Cayo Acuario. Veramente troppo affollata di turisti, ma questa lingua di sabbia merita veramente di essere vista. Qui potrete fare snorkeling nelle piscine naturali che collegano due isolotti tra di loro e si potrà nuotare insieme a qualche manta. Per chi come noi ama fare immersioni subacquee, non bisogna farsi mancare il sito Nirvana. A 18/20 metri di profondità si potrà nuotare nella splendida barriera corallina insieme a coloratissimi pesci e coralli. E proprio qui abbiamo avuto il nostro primo incontro ravvicinato con un relitto!


SANTA MARTA Ultima e forse migliore tappa della vacanza... Santa Marta! Santa Marta non è esteticamente ai livelli di Cartagena, ma indubbiamente è la più autentica! Anche se un po’ “decadente” resta una città affascinante, ti fa sentire come a casa. Il centro storico si può ammirare benissimo anche a piedi. Durante il giorno, le vie del centro sono poco affollate, forse per il caldo cocente, ma la sera la gente affolla Parque Simon Bolivar o Parque de Los Novios sotto i bassi alberi che circondano la pizza. L’attrazione principale da queste parti è il Parque Tyrona situato a circa 40 km dalla città e facilmente raggiungibile con autobus o taxi. Per raggiungere il parco è possibile, oltre alla strada, fare la traversata in lancia. Basta raggiungere il piccolo porto di Taganga, e da qui partono giornalmente lance che portano nelle varie spiagge del parco. Per svariati motivi, abbiamo allungato la nostra sosta a Santa Marta di una settimana, e devo dire che è stato un bene perché in questo modo siamo riusciti a conoscere più a fondo la città. È stato bellissimo passeggiare tra le vie senza una meta esatta... camminavamo e ogni giorno scoprivamo qualcosa di diverso. Tante piccole piazze secondarie, giardini nascosti, quartieri pieni di bambini che giocano a calcio.. abbiamo anche scoperto che a Santa Marta è nato un famoso calciatore: Carlos Alberto Palacio Valderrama.


Cosa possiamo dire in conclusione?!? La Colombia non è povertà assoluta, non è narcotraffico, non è pericolosa come tutti si aspettano. La Colombia è musica, è colore, è la gente che ti scambia un sorriso ogni volta che incroci il suo sguardo. È la gente accogliente e calorosa che ti aspetteresti dai paesi Sud Americani. La Colombia è vegetazione rigogliosa, è il mare caraibico dai 7 colori, è il sole cocente che ti brucia la pelle, è la salsedine tra i capelli, sono le città coloniali. La Colombia è quel posto di cui ti innamori dal primo giorni in cui ci metti piede. Per me, per noi, la Colombia è un po’ come sentirsi a casa! E, diciamo la verità, poco prima di rientrare in Italia, una lacrima è scesa. Arrivederci mia cara COLOMBIA.

Sara e Carlo.

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