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Mi presento: sono Zoe!

Ciao, mi chiamo Zoe e ho 30 anni. Il mio nome da viaggio è The Rolling Potato, perché quando avevo 11 mesi, rotolavo e gattonavo imperterrita verso il mare sulle spiagge di Cuba. Mio padre si divertiva a dare nomignoli a figlie e nipoti ispirandosi a quelli degli indiani d’America…e allora eravamo patata rotolante, lenta pioggia, culo d’orsa e…bufalo pazzo!

Il primo viaggio che però riesco a ricordarmi bene è stato il Tibet…avevo 6 anni, papà era partito a lavorare all’ospedale di Lasa e mamma lo aveva raggiunto insieme a me. Esperienza folle, ricordo benissimo gli odori, i suoni, l’atmosfera misteriosa delle preghiere, i monaci che ci osservavano mentre dormivamo nel monastero, le spezie fortissime, i volti dei bambini, i poveri, il lago Namtsò, il dorso dello yak, le tende dove si preparava lo yogurt…e poi, il ritorno, il cibo e l’inizio della scuola!

Questi due momenti hanno sono il mio imprinting con il viaggio, una passione, forse la più forte nella mia vita, quella che mi fa vibrare più di tutte le altre. Partire, lasciare tutto per lanciarsi in un’avventura e farsi travolgere da una nuova cultura, da un modo diverso di vivere, da storie di persone lontane da noi, aprire gli occhi e meravigliarsi, ampliare la mente e il pensiero, riempire la pancia ed emozionarsi.


Genova è stata la mia culla e ora il mio rifugio, la serenità, la mia famiglia e le amiche di una vita che piano piano costruiscono le loro case e famiglie. Io sono sempre stata un po’ la vagabonda del gruppo, l’erasmus in Spagna, un po’ di vita in Belgio e gli ultimi anni napoletani a conoscere meglio quei luoghi di cui tanto si parla ma che non avevo mai visto.

Il mio cuore però è il Sud Africa….questa terra mi ha rubato l’anima e ce l’ho sempre negli occhi…ci sono stata qualche mese, lavoravo in una ONG che, ironia della sorte, si chiamava Zoe-Life, ci occupavamo di inclusione sociale e antirazzismo. La mattina andavo a surfare nell’oceano, vedevo i delfini, facevo colazione in spiaggia, all’alba, guardando l’orizzonte e poi andavo al lavoro. Ho conosciuto persone molto importanti per me, che sento vicine, nonostante la distanza. Purtroppo è un popolo che soffre, perché i lunghi anni di apartheid, di discriminazione razziale, hanno lasciato il segno e continuano a esserci troppi episodi di ingiustizia. Nonostante questo, vorrei che lo vedeste, se non ci siete mai state, perché è davvero un luogo sbalorditivo e che insegna tantissimo.

Viaggio spesso da sola, mi piace molto, ma sono anche una persona parecchio socievole e quindi adoro le dinamiche di gruppo, quando si crea quell’atmosfera di complicità, empatia e divertimento che rendono un viaggio magico.

Sono una viaggiatrice on the road, da zaino in spalla e tenda, con la macchina fotografica al collo, all’avventura, che predilige le esperienze locali e che cerca gli itinerari e i luoghi più tipici ma non turistici. Amo anche il comfort e le coccole, come una bella colazione o cena al ristorante, un albergo tipo quelli con le lenzuola e gli asciugamani da abbracciare, amo i bei panorami e il sole che tramonta insieme a un bel bicchiere di vino. Insomma mi piace godermela senza smettere mai di esplorare!!


Sono pronta e super entusiasta di lanciarmi in questa nuova esperienza con Explor.her e non vedo l’ora di incontrarvi!


Grazie dell’ascolto e a presto!!!




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