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Somewhere over the rainbow

Quando ero alle elementari si faceva un gioco per il quale ogni volta che ti chiedevano

“dove vai?“ tu da bambino impertinente dovevi rispondere “alle Hawaii”. Io non sapevo nemmeno cosa e dove fossero quelle benedette Hawaii, e mai avrei pensato che da grande sarei riuscita visitarle non una, ma ben due volte, invece poi è accaduto. Chi mi conosce lo sa, ho un’ossessione per queste isole. Le considero il mio posto nel mondo nonché il posto più bello del nostro pianeta terra. E badate bene perché non sto parlando di spiagge coralline e acqua trasparente. Di mare bellissimi ne è pieno il mondo (alcuni sicuramente più belli) ma le Hawaii non sono solo mare, come molti erroneamente potrebbero pensare. Le Hawaii sono l’espressione della potenza

di madre natura, sono un posto ultraterreno dove il mix di influenze date dalla loro posizione le hanno rese magiche, sono il posto dove risiede lo spirito dell’aloha, sono il posto oltre

l’arcobaleno. Le Hawaii le considero le mie bambine, da proteggere ma allo stesso tempo di introdurle al mondo, ed è per questo che vorrei che tutti le conoscessero.

Grazie alla loro posizione al centro dell’Oceano Pacifico, le Hawaii hanno ricevuto

molte influenze, mescolatesi poi con la cultura già presente in loco-sia dall’America sia dall’Asia-tanto che le Hawaii sono l’unico Stato con una collettività di asioamericani. Una viaggio alle Hawaii permette di scoprire un pezzo di Polinesia negli USA (divenute il 50° ed ultimo stato nel 1959). Fino all’arrivo degli Europei, giunti al seguito di James Cook nel 1778, le Hawaii rappresentavano un paradiso ancestrale. La terra dell’Aloha, l’amore accogliente,

aperto, pacifico. L’isola che non c’è. Mare, surf, biologia, vulcanologia, astronomia, etnologica. Tutto ciò sono le Hawaii, in grado di soddisfare i gusti più disparati. Le Hawaii sono un arcipelago di isole vulcaniche- situato nell’oceano Pacifico- formato da otto isole principali e molte altre isole minori. Le isole maggiori sono Niihau, isola privata appartenente alla famiglia Robinson , Kauai, chiamata anche “L’isola Giardino”, caratterizzata

da un microclima tropicale che alterna paludi, tratti di spessa giungla e spettacolari formazioni geologiche-impossibile non menzionare il Waimea Canyon (considerato il Grand Canyon del

pacifico) e la Na’pali coast. Oahu, la terza isola per estensione, è invece quella maggiormente popolata, con circa 1 milioni di abitanti, concentrati in buona parte nell’area metropolitana di

Honolulu, la capitale. Molokai, l’isola dei lebbrosi. Lo so a dire così potreste rimanere interdetti, ma su quest’isola è presente un lebbrosario risalente al 1800, ma ora diventato luogo di culto. Ora è considerata l’isola più eco sostenibile di tutto l’arcipelago. Maui, la seconda isola per grandezza, dominata dal vulcano Haleakalā, alto oltre 3000 metri, famosa per le coltivazioni di ananas, caffè, canna da zucchero e papaya, presenta scenari

naturalistici intatti e il brio notturno che le conferiscono la nomina di capitale hippy del Pacifico. L’isola di Hawaii, la più estesa, ed è spesso chiamata “big island” per evitare confusione con lo Stato omonimo. La superficie di quest’ultima è in continua espansione per via delle continue eruzioni dei vulcani Mauna Kea (4205 metri che, se misurati dalla base, concorrono ad eleggerlo montagna

più alta della Terra, con 9.966 metri) e il Mauna Loa (4170 metri), per volume il più grande vulcano attivo al mondo. Qui troverete ruscelli, cascate e spiagge di magma nero solidificato. Ed infine, la sinistra Lanai, lasciata disabitata per oltre 1000 anni dagli indigeni perché ritenuta infestata da spiriti maligni.


Dopo aver raccontato cosa sono le Hawaii geograficamente Vorrei ritagliarmi questo ultimo paragrafo per raccontare cosa sono le Hawaii per Me. Le Hawaii sono quel posto che ti lascia

senza parole dopo aver visto una semplice montagna, ti lascia senza parole dopo aver visto una cascata all’improvviso dopo una curva mentre camminavi tranquillamente con la macchina, ti lascia senza parole per il colore verde degli alberi che più verde non si può e del colore azzurro del cielo che non ti spieghi come può essere così acceso. Poi all’improvviso vedi un arcobaleno e ti domandi da dove sia uscito, non te lo spieghi e pensi che debba esserci per forza della magia, o al massimo qualcuno che come in Truman show schiacci un pulsante e te lo faccia uscire fuori. Ti guardi intorno invece e ti rendi conto che è tutto vero, che questa è VERAMENTE un paradiso terrestre, la terra oltre gli arcobaleni.


Ed è per tutti questi motivi che spero che con questo racconto vi abbia meravigliato tanto quanto mi meraviglio io a ricordare questo paradiso.



Articolo scritto da Martina Campagna

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